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Abbiamo intervistato Irene Scarpa, vincitrice del premio Alumnus dell'Anno nel 2016, oggi CEO & Responsabile Tecnico di Kymateck.


Irene, ben ritrovata! Siamo davvero curiosi di sentire quali novità ci sono sul tuo percorso professionale

Grazie mille! Sono davvero contenta di essere qui a raccontare cosa c’è di nuovo. Ci siamo infatti incontrati in occasione del mio progetto precedente, che ha dato vita a Nasier gel, un prodotto dove ricerca scientifica e innovazione applicata si sono fuse assieme. La mia esperienza presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, mi ha permesso di sviluppare ed inventare un prodotto, il primo, che ha rappresentato un importante risultato di trasferimento tecnologico dalla ricerca al mercato.

Quell'esperienza ha segnato profondamente la mia visione professionale. Ho compreso che il vero valore della ricerca non risiede soltanto nella produzione di conoscenza, ma nella capacità di trasformarla in soluzioni concrete capaci di rispondere a sfide reali. Ho lavorato moltissimo accanto ai professionisti del settore e ho toccato con mano, appunto, le sfide quotidiane che si hanno quando si lavora nel campo del restauro e dell’edilizia.

Abbiamo quindi orientato il nostro percorso verso un obiettivo preciso: mettere la scienza al servizio dell'innovazione, creando tecnologie che generino benefici tangibili per le persone, il territorio e l'ambiente. Il nostro lavoro doveva fornire soluzioni che ottimizzassero il più possibile il lavoro dei professionisti, in modo naturale e sicuro.


Come nasce Kymateck?

Kymateck nasce proprio da questa convinzione e da questo obiettivo.

Dopo anni di attività nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, l'esigenza era quella di creare una realtà capace di coniugare eccellenza scientifica, sostenibilità e applicazione industriale. Volevamo creare un’azienda capace di formulare prodotti che potessero facilitare il lavoro dei professionisti ma in modo naturale, rispettoso per l’ambiente e per l’operatore.

L'idea, non lo nego, era ambiziosa: sviluppare prodotti ad alte prestazioni che rispondessero alle esigenze del mercato senza compromettere il rispetto per l'ambiente.

I primi riscontri ottenuti sul campo, sia nel settore del restauro sia in quello dell’edilizia professionale, ci confermano che la direzione intrapresa è quella corretta.

Kymateck rappresenta, a tutti gli effetti, un modello che racchiude competenza scientifica, know-how tecnologico ed industriale e visione imprenditoriale. Un’azienda quindi che da vita a soluzioni innovative, progettate per affrontare problematiche concrete con un approccio responsabile e sostenibile.


Quindi nello specifico di cosa si occupa Kymateck?

Kymateck studia, sviluppa e produce prodotti naturali innovativi per la rimozione delle patine biologiche che si formano su superfici lapidee, edifici storici, monumenti e manufatti esposti agli agenti atmosferici.

Sappiamo infatti che alghe, muschi, licheni e microrganismi, non rappresentano soltanto un problema estetico, perché nel tempo possono compromettere la conservazione dei materiali e accelerarne il degrado. E dirò di più! Ci siamo accorti che lo sviluppo e la proliferazione di queste tipologie di patine, è sempre più frequente anche nelle superfici edilizie, come facciate, capannoni e costruzioni. Per questo abbiamo creato diverse tipologie di prodotto, divise per il settore dell’edilizia e del restauro.

La nostra missione, quindi, è offrire al settore della conservazione del patrimonio artistico e della manutenzione professionale edilizia, strumenti efficaci, sicuri e sostenibili, capaci di intervenire in modo selettivo rispettando sia i materiali trattati sia l'ecosistema circostante.

Per questo investiamo costantemente nella ricerca di formulazioni basate su componenti di origine naturale, con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale e contribuire alla tutela del patrimonio architettonico, culturale ed edilizio.


Quali sono gli elementi distintivi della vostra attività?

Il nostro principale elemento distintivo è la capacità di trasformare la ricerca scientifica in innovazione concreta. Le nostre formulazioni permettono inoltre di ridurre le tempistiche che di solito sono necessarie per la rimozione delle patine biologiche, mettendo a disposizione un prodotto che possa garantire una pulitura efficace ma disinfettando la superficie trattata.

Ogni soluzione sviluppata da Kymateck nasce da un percorso rigoroso di studio, validazione e sperimentazione. Non ci limitiamo a creare prodotti efficaci: lavoriamo affinché siano anche sicuri per gli operatori, compatibili con i materiali trattati e coerenti con i principi della sostenibilità ambientale.

Un altro aspetto fondamentale è il dialogo continuo con professionisti, restauratori, enti pubblici, aziende e applicatori. Crediamo che l'innovazione più efficace sia quella costruita attraverso la collaborazione e il confronto diretto con chi opera quotidianamente sul campo. Il nostro punto di forza è che nei nostri prodotti cerchiamo di risolvere alcune problematiche che i professionisti incontrano ogni giorno, senza limitarci a “copiare” quanto già è presente sul mercato.

Questa sinergia ci consente di sviluppare soluzioni realmente orientate alle esigenze del mercato e alle sfide della conservazione e manutenzione contemporanea.


Qual è la tua visione per il futuro?

Viviamo un momento storico in cui innovazione e sostenibilità non possono più essere considerate percorsi paralleli: devono diventare parte della stessa strategia di sviluppo.

La ricerca ha oggi una responsabilità importante: contribuire allo sviluppo di tecnologie che possano facilitare il lavoro dei professionisti, rispettando l’integrità della superficie, senza però rinunciare all’ecosostenibilità.

Con Kymateck vogliamo continuare a investire nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie naturali ad alto contenuto innovativo, ampliando il nostro contributo nei settori della conservazione del patrimonio culturale, della manutenzione delle superfici edilizie e della tutela ambientale.

La nostra ambizione è dimostrare che l'eccellenza tecnologica può andare di pari passo con il rispetto per l'ambiente e che la scienza, quando esce dai laboratori e incontra le esigenze della società, può diventare un potente motore di cambiamento.